Discuti: La danza, la terapia di tutti
C’era una volta una sezione del sito chiamata DISCUTI che a richiesta di molti andava riattivata , grazie anche alla collaborazione di Sarita.. questo è il primo argomento.. parliamone….
Carlo Cavassori
La danza, la terapia di tutti
La danza. Che cos’è la danza? La prima tra le prime arti sceniche dell’antichità che esprime attraverso il movimento del corpo umano emozioni. Banalmente potremmo definirla una forma di comunicazione, un linguaggio cinesico che per alcuni si concretizza in una semplice sequenza di movimenti ritmici nello spazio e nel tempo, per altri è espressione in movimento che cela dietro la mimica un pensiero senza ombra. Le parole posso nascondere falsi messaggi mentre ogni slancio, ogni mossa, ogni singolo gesto del nostro corpo ci costringe ad essere onesti con il mondo ed a trasmettere il contenuto originale.
Il corpo parla una lingua a noi tutti conosciuta, cosi sin dal paleolitico la danza era una forma di aggregazione o in altri casi di meditazione, di preghiera o di contatto con lo sconosciuto. Mette in relazione le nostre molteplici identità interiori, le emozioni contrastanti, gli stati d’animo complessi, attraverso una centrifuga che si occupa del ristabilire l’equilibrio del tutto, sia esso interno o esterno. Nel corso del tempo poi prese la forma di Arte. Da quel momento si iniziò a cercare la bellezza del gesto e l’armonia della forma, portando il ballo ad essere specchio della società, espressione viva dei pensieri e dei comportamenti umani di un periodo storico, di una realtà popolare o di uno spaccato di vita.
Non voglio addentrarmi nella sua storia, voglio invece dedicare questo articolo a chi ancora è capace di gustare il sapore della danza, a chi con essa è capace di divertirsi, a chi trova in essa l’occasione per interagire con altri.
Amo considerare la danza terapeutica, perchè si prefigge di abbattere le barriere, di sciogliere i conflitti interculturali, di combattere l’omologazione della tunz tunz, della musica commerciale. Siamo tutti uguali in essa permettendo, nello stesso tempo, ad ogni individuo di essere unico. Un essere a sè che tale deve rimanere, coerente con se stesso, amante del proprio limite. Nella danzoterapia, infatti, prima di tutto avviene l’esperienza centrata sul piacere di ballare e sul benessere che la danza è in grado di donarci, poi solo successivamente possiamo prestare attenzione alla tradizionale forma ed alla rigida tecnica.
La coreografa d’origine americana Susan Buirge dichiara “Fai attenzione a quello che tu danzi, perchè quello che tu danzi, tu lo diventi” ed è questo il segreto. Ogni volta che balliamo ricomponiamo noi stessi, con la speranza che attraverso un incontro ed uno scontro si possa migliorare.
Sarà per questo che ogni età ed ogni latitudine presenta la sua danza? Non occorrono particolari conoscenze o abilità, non e’ assolutamente necessario possedere basi, è adatta a tutte le conformazioni fisiche, può soddisfare tutti i gusti e, soprattutto, può essere accessibile a tutti i portafogli, è la palestra per restare giovani. Sarà per questo che ci risulta così difficile rimanere impassibili alla percezione di alcune melodie che scandiscono il ritmo della nostra vita, come un narratore silenzioso che dice molte cose senza pronunciare una parola?
© 2010 Sarita
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